BLOG - NEWS E ARTICOLI

Alimenti all’ex convivente, la pronuncia del Tribunale di Milano

Il convivente di fatto può ottenere un assegno alimentare dall’ex partner, ma la convivenza deve essere cessata dopo l’entrata in vigore della legge Cirinnà (5 giugno 2016).

La domanda di alimenti non va proposta nella controversia riguardante i figli minori, ma con un separato giudizio.

 

E’ quanto stabilito dal Tribunale di Milano con ordinanza della nona sezione, pubblicata ieri. 

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Spese straordinarie, cosa fare se l'ex non paga

In caso di separazione personale, di fine della convivenza e di divorzio spesso è previsto che il genitore non collocatario dei figli minori debba versare all’altro, oltre che un importo fisso mensile, una percentuale delle spese straordinarie, mediche, scolastiche, sportive e ludiche, sostenute per i figli.

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Unioni civili fra persone dello stesso sesso, le nuove norme

E’ stata approvata lo scorso 11 maggio alla Camera la legge che ha introdotto nel nostro ordinamento l’istituto dell’unione civile fra persone dello stesso sesso.

 

L’unione civile è un nuovo istituto che due persone dello stesso sesso possono costituire con una dichiarazione davanti all’ufficiale dello stato civile ed alla presenza di due testimoni.

L’ufficiale di stato civile provvede poi alla registrazione dell’unione nell’archivio dello stato civile.

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La pronuncia di addebito della separazione

La separazione può essere chiesta quando si verificano fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza (art. 151 codice civile).

Pertanto, ci si può separare quando si nutre una semplice disaffezione nei confronti del coniuge, anche in assenza di comportamenti contrari ai doveri coniugali. In questo caso la separazione sarà pronunciata senza addebito.

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Prevenire la sottrazione internazionale di minori

La sottrazione internazionale di minorenni indica la situazione in cui un minore viene condotto e trattenuto all’estero illecitamente, senza il consenso di colui che esercita la responsabilità genitoriale sul minore stesso.

Tale situazione si verifica in genere ad opera di uno dei genitori del minorenne, il quale senza il consenso dell’altro genitore conduce e trattiene all’estero il figlio, lontano dalla residenza abituale del bambino.

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Come si calcola l'assegno di mantenimento

Il giudice, quando pronuncia la separazione personale, per stabilire l’ammontare dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge debole deve tenere presente la situazione economica complessiva di entrambi i coniugi, non limitarsi alla comparazione dei rispettivi redditi.

Lo ha ribadito di recente la Corte di Cassazione con ordinanza del 4 novembre 2015 (n. 22063).

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Il diritto al rispetto della vita familiare

Nei giorni scorsi una sentenza del Consiglio di Stato [1] ha chiarito che il matrimonio contratto all’estero da cittadini italiani omosessuali è per il nostro ordinamento un atto inesistente, per difetto della condizione della differenza di sesso tra gli sposi, che è elemento essenziale per la stessa giuridica esistenza dell’istituto del matrimonio nel nostro ordinamento.

 

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Il pensionamento non giustifica la riduzione dell’assegno all’ex coniuge

 

La Corte di Cassazione ritorna sul tema della revisione della misura dell’assegno di divorzio con una recente ordinanza [1], emessa in seguito al ricorso proposto da un ex coniuge, al quale la Corte d’Appello di Cagliari aveva respinto la richiesta di revoca dell’assegno di mantenimento in favore della ex moglie dopo il pensionamento e la conseguente riduzione del proprio reddito.

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Italia condannata per il mancato riconoscimento delle unioni civili

 

E’ questo l’esito di un ricorso proposto da tre coppie italiane di persone dello stesso sesso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo per denunciare il rifiuto dell’Ufficiale di stato civile di procedere con le pubblicazioni di matrimonio.

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Il giudice non può imporre ai genitori percorsi di psicoterapia o di sostegno alla genitorialità

 

E’ quanto statuito da una recente pronuncia della Corte di Cassazione, che ha annullato un decreto della Corte d’Appello di Firenze [1]

 

Nel corso del procedimento in Corte d’Appello, per la regolamentazione del regime di affidamento di un figlio minore, nato fuori dal matrimonio, la consulenza tecnica d’ufficio disposta dal giudice aveva rilevato il fallimento del tentativo di mediazione, per l’alta conflittualità esistente fra i genitori, ancora troppo coinvolti emotivamente nella loro disputa personale, immaturi, non rispettosi dei rispettivi ruoli genitoriali, incapaci di avere un comportamento collaborativo nella gestione dei compiti di accudimento ed educazione del figlio.

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Trasferimento di residenza del figlio minore in regime di affidamento condiviso

La legge (art. 337 ter c.c.) prevede che anche in seguito alla separazione o al divorzio, o alla separazione di fatto dei genitori, la responsabilità genitoriale sui figli minori debba essere esercitata da entrambi questi ultimi, di comune accordo.

Si tratta dell’affidamento condiviso, per effetto del quale tutte le decisioni più importanti riguardanti la salute, l’istruzione e l’educazione dei figli devono essere concordate.

In mancanza di accordo fra i genitori la decisione è rimessa al giudice.

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Divorzio breve: approvate oggi le nuove norme in Senato, presto saranno legge

E’ stato approvato oggi al Senato il disegno di legge sul divorzio breve. 

Ieri in Senato sono state stralciate le norme sul "divorzio immediato" (che avrebbero permesso, in caso di accordo, di chiedere immediatamente il divorzio senza passare per la fase di separazione).

Questo renderà sicuramente più rapido l’iter dell’approvazione del disegno di legge, per cui senza lo “scoglio" del divorzio immediato le norme saranno definitivamente approvate quando il disegno di legge passerà in terza lettura alla Camera.

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Assegno di divorzio: va stabilito indipendentemente da quanto previsto in sede di separazione

 

I criteri previsti dalla legge per l’attribuzione dell’assegno di mantenimento all’ex coniuge (assegno di divorzio) sono diversi da quelli previsti per l’assegno di mantenimento in sede di separazione.

Le statuizioni del giudice che pronuncia il divorzio, dunque, sono indipendenti da quelle previste in sede di separazione. 

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Assegno di mantenimento per i figli minori: va pagato anche quando l’obbligato ha i figli con sé

 

L’assegno di mantenimento mensile in favore dei figli minori va pagato all’altro genitore anche nei periodi di vacanza in cui il genitore obbligato ha con sé i figli e provvede direttamente alle loro esigenze. Lo ha affermato la Corte di Cassazione con una recente pronuncia [1].

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Le nuove norme in materia di separazione e divorzio: la negoziazione assistita da avvocati

 

E’ entrato in vigore (con le modifiche proposte dal Governo il 23 ottobre scorso) il decreto legge n. 132 del 12 settembre 2014 recante "Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile".

La nuova legge introduce importanti novità in materia di separazione e divorzio.

 

La disciplina si applica alla separazione consensuale, al divorzio a domanda congiunta, alla modifica delle condizioni di separazione  o divorzio.

 

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Le adozioni gay nell'ordinamento italiano

Con una recente sentenza il Tribunale per i minorenni di Roma ha ribadito un principio già espresso nella giurisprudenza italiana ed europea: non vi sono dati scientifici dai quali risulta che è pregiudizievole per un minore vivere in una famiglia creata da una coppia gay.  

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Pubblicati i dati Istat su separazioni e divorzi nel 2012

 

Pubblicati oggi i dati Istat più recenti relativi alle separazioni ed ai divorzi in Italia.

L'istituto di statistica ci dice che nel 2012 le separazioni e i divorzi sono entrambi in calo rispetto all'anno precedente (rispettivamente -0,6% e -4,6%). Anche i tassi di separazione e di divorzio, in continua crescita dal 1995, hanno una battuta d'arresto nel 2012.

Per ogni 1.000 matrimoni si contano 311 separazioni e 174 divorzi.

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La negoziazione assistita da avvocato

Nei giorni scorsi si è parlato della negoziazione assitita da avvocato dopo le dichiarazioni rese al Senato dal ministro della giustizia Andrea Orlando, il quale il 24 aprile scorso ha annunciato un provvedimento d'urgenza che miri a “favorire il ricorso alla via stragiudiziale per la soluzione delle controversie», attraverso «procedure arbitrali e la negoziazione assistita da un avvocato, mutuata dall'esperienza francese”.

  

Vediamo allora di cosa si tratta.

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La nascita di un figlio giustifica la riduzione dell'assegno di divorzio

La creazione di una nuova famiglia, la nascita di un figlio con i conseguenti obblighi di mantenimento possono giustificare la riduzione dell’assegno di mantenimento previsto in favore dell’ ex coniuge, anche se tali circostanze non costituiscono presupposti automatici per la rideterminazione dell’assegno, ma devono essere valutate dal giudice.

 

E’ questo l’orientamento della Corte di Cassazione, ribadito in una recente pronuncia (Sent. n. 6289 del 19.3.2014).

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Il pagamento del mutuo rientra nell'assegno di mantenimento

Lo ha statuito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 20139 del 3 settembre 2013.

Con tale pronuncia la Suprema Corte ha rigettato il ricorso di un coniuge che era stato condannato al pagamento della metà dei ratei del mutuo contratto per l’acquisto della casa coniugale, assegnata alla moglie convivente con i figli minori.

La Corte ha chiarito che l’art. 155 c.c., 2° comma, prevede che il Giudice stabilisce la misura e il modo con cui il coniuge non affidatario deve contribuire al mantenimento dei figli, senza essere vincolato alle domande delle parti.

 

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Tribunale di Milano: le figlie che rifiutano di incontrare la madre riprendano i contatti via Skype

 

E’ quello che ha stabilito il Tribunale di Milano con una ordinanza emessa il 16 aprile 2013 in un procedimento di divorzio.

Nel caso in questione i coniugi, con una storia di forte conflittualità, hanno concordato una graduale ripresa dei rapporti tra le figlie e la madre, con diverse modalità di frequentazione rispetto agli incontri presso il servizio sociale.

 

Ed infatti le bambine incontravano la madre in strutture protette, cosa che provocava nelle piccole vissuti di ansia e di ribellione nei confronti della madre e di – relativo - rifiuto alla sua presenza fisica.

 

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Appello per il diritto del minore all'ascolto ed alla tutela dalla violenza

I recenti fatti di cronaca ed il dibattito che ne è seguito hanno reso evidente che il concetto di diritto alla bi-genitorialità è spesso male interpretato, in quanto inteso quale diritto del genitore, mentre invece esso appartiene al

bambino.

Ed ancora, troppo spesso ormai accade che il minore non viene ascoltato sulle vicende traumatiche che lo coinvolgono, direttamente o come spettatore.

 

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Il caso di Salerno dei bimbi sottratti alla madre e la PAS

Il caso dei due bambini di Salerno prelevati all’uscita di scuola da polizia ed assistenti sociali, del quale si è molto parlato nei giorni scorsi, offre lo spunto per alcune riflessioni.

Abbiamo visto immagini impressionanti (e intollerabili) dei sentimenti di paura e sofferenza provocati ai bambini dalle modalità di esecuzione del provvedimento del Tribunale che ha statuito la decadenza della potestà della madre e la collocazione dei piccoli in una casa famiglia.

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Cassazione: PAS, il giudice verifichi il fondamento scientifico della CTU

Corte di Cassazione - Sezione I -  Sentenza 20 marzo 2013, n. 7041

OMISSIS

Svolgimento del processo

1. - I coniugi O.G. e M.D., dalla cui unione, era nato, in data l6 aprile 2002, il figlio L.E., a seguito di una crisi insorta dopo pochi anni di convivenza, si separavano consensualmente nel febbraio, del 2005. 

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Cassazione: non è stata l'infedeltà a produrre la crisi coniugale

Corte di Cassazione Sez. Prima Civ. - Sent. del 04.12.2012, n. 21660

Svolgimento del processo

1. il Tribunale di Roma con sentenza del 27 settembre - 2 dicembre 2003, che aveva già dichiarato la separazione personale dei coniugi S.F. e C.M. , ha respinto le domande di addebito proposte, ha affidato alla madre la figlia minorenne C.P. , ha assegnato alla S. la casa coniugale, ha posto a carico del C. l’obbligo di corrispondere due assegni mensili di mantenimento di 820 Euro, ciascuno, in favore della S. e della figlia minore.

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Il padre disoccupato che non mantiene il figlio commette reato se non è indigente

Il mancato versamento dell'assegno di mantenimento per i figli da parte dell'ex marito disocccupato costituisce reato se egli non prova di essere stato impossibilitato a provvedere in quanto privo di altre fonti di reddito.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 10147 del 4 marzo 2013.

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