divorzio italiani all'estero

divorzio stranieri in italia

La separazione ed il divorzio di cittadini italiani residenti all'estero, come la separazione ed il divorzio di coniugi stranieri residenti in Italia, sono casi la cui gestione richiede competenze nel diritto internazionale di famiglia.

Si tratta di quel ramo del diritto internazionale privato che regola i rapporti di famiglia: validità del matrimonio, rapporti personali e patrimoniali fra i coniugi, status dei figli, separazione personale e divorzio, ecc...

 

Le norme del diritto internazionale di famiglia assumono rilevanza quando la fattispecie concreta non è regolata solo dall'ordinamento italiano, ma vi sono elementi di "estraneità", come non solo nei casi di:

- separazione e divorzio di italiani all'estero;

- separazione e divorzio di stranieri in Italia;

 

ma anche, ad esempio, nei casi di:

- separazione e divorzio di coppie miste, in cui uno dei coniugi è cittadino straniero;

- separazione e divorzio in cui uno dei coniugi e/o i figli risiedono all'estero;

- sottrazione internazionale di minorenni ad opera di un genitore.

 

In questi casi - oltre alle norme del diritto interno - vengono in rilievo norme di diritto internazionale (normativa comunitaria e trattati internazionali) , norme di diritto internazionale privato e processuale, norme penali.

 

L'avvocato che gestisce il caso deve avere dunque specifiche competenze nel diritto internazionale di famiglia, nel diritto internazionale e in quello penale.

Separazione dal coniuge straniero irreperibile o residente all’estero

E’ sempre possibile chiedere la separazione ed il divorzio dal coniuge straniero che si è reso irreperibile o si è trasferito all’estero, ma occorre effettuare in modo corretto la notifica dell’atto introduttivo della causa. 

separazione dal coniuge straniero irreperibile

Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento del fenomeno dei matrimoni misti, ossia tra soggetti di diversa cittadinanza, dovuto in parte al dilagare dei flussi migratori verso il nostro Paese.

 

In questi casi, quando si verificano situazioni determinanti la rottura dell’armonia coniugale, è sempre possibile ottenere la separazione e, successivamente, il divorzio dal coniuge straniero.

 

In particolare, le norme che regolano il diritto internazionale di famiglia [1] prevedono che i rapporti personali tra i coniugi aventi diverse cittadinanze sono regolati dalla legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale è prevalentemente localizzata. 

Ciò significa che se i coniugi hanno convissuto prevalentemente in Italia, il procedimento di separazione o di divorzio potrà essere instaurato davanti al giudice della città in cui hanno avuto l'ultima residenza comune.

 

Il giudice però dovrà pur sempre verificare che l’atto con cui si chiede la separazione sia stato portato a conoscenza dell’altro coniuge nei modi previsti dalla legge.

 

Ma cosa fare se non si hanno più notizie del coniuge?

Vediamo come instaurare la separazione dal coniuge straniero irreperibile.

 

La legge prevede che l’atto dovrà essere notificato presso la sua ultima residenza [2]. Facendo un esempio, se i coniugi hanno fissato a Roma la propria residenza comune e la stessa non è mai stata trasferita, la notifica verrà effettuata a Roma.

 

Quando non è conosciuta all’anagrafe l’attuale ed effettiva residenza o dimora o domicilio del coniuge, si procederà con la notifica a persona irreperibile [3].

Ciò significa che l’ufficiale giudiziario incaricato della notifica depositerà copia del ricorso nella casa comunale dell’ultima residenza del destinatario.

 

separazione dal coniuge residente all'estero

Spesso accade che il coniuge straniero torni nel proprio Paese d’origine e dunque occorre instaurare la separazione nei confronti del coniuge residente all'estero.

Se la nuova residenza estera del coniuge è conosciuta, l’atto introduttivo della separazione può essergli notificato nel luogo di residenza.

 

In questi casi, la notificazione è regolata da apposite Convenzioni Internazionali. Occorre tuttavia distinguere a seconda che il Paese estero faccia o meno parte dell’Unione Europea.

Nel primo caso, un regolamento comunitario [4] prevede che l’atto da notificare dovrà essere accompagnato da un modello standard compilato nella lingua ufficiale del Paese destinatario.

Se invece lo straniero è residente in uno Stato extraeuropeo, l’avvocato dovrà controllare se il Paese destinatario ha aderito o meno a convenzioni internazionali o bilaterali, consultando la  tabella delle convenzioni tratta dalla guida alla notificazione all’estero del Ministero degli Affari Esteri. 

 

Se non risulta possibile procedere alla notifica in uno dei modi indicati, la legge dispone che una copia dell’atto venga notificata al destinatario a mezzo del servizio postale con raccomandata, mentre un’altra copia venga consegnata al Pubblico Ministero il quale provvederà a trasmetterla al Ministro degli Affari Esteri per la consegna alla persona destinataria [5].

 

[1] Legge 31 maggio 1995, n. 218

[2] Art. 139 cod. proc. civ.

[3] Art. 143 cod. proc. civ.

[4] Reg. CE n. 1393/2007

[5] Art. 142 cod. proc. civ.

 

Avv. Vanda Lops

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Prevenire la sottrazione internazionale di minorenni

Cosa fare in concreto quando si teme che il proprio figlio possa essere condotto e trattenuto all'estero dall'altro genitore: i rimedi per prevenire il fenomeno della sottrazione internazionale di un minorenne ad opera del genitore.

sottrazione internazionale di minorenni

La sottrazione internazionale di minorenni indica la situazione in cui un minore viene condotto e trattenuto all’estero illecitamente, senza il consenso di colui che esercita la responsabilità genitoriale sul minore stesso, in genere ad opera di uno dei genitori, che conduce all'estero il figlio senza il consenso dell'altro genitore: cosa fare per prevenire il fenomeno.

Si tratta di un fenomeno in aumento, probabilmente in conseguenza dell’incremento di presenze di cittadini stranieri nel nostro paese e dell’aumento di matrimoni misti, nei quali uno dei coniugi è cittadino straniero.

 

Quando la sottrazione è avvenuta vi sono diversi rimedi giuridici da esperire, dei quali parleremo nei prossimi articoli.

 

Vogliamo qui fornire alcuni consigli per prevenire il fenomeno, analizzando cosa è opportuno fare quando si teme che una sottrazione del proprio figlio possa avvenire in futuro, perché la relazione coniugale o sentimentale con l’altro genitore è finita.

 

Il primo e miglior consiglio da seguire è: cercare di contenere la conflittualità, mantenere rapporti rispettosi con l’ex partner, possibilmente trovare un accordo sul regime di affidamento e mantenimento del figlio.

Un valido aiuto può venire da un mediatore familiare specializzato in relazioni interculturali.

 

Quando, come purtroppo talvolta accade, la via dell’accordo è impraticabile le cose da fare sono:

-       non concedere l’autorizzazione al rilascio del passaporto o altro documento valido per l’espatrio in favore del minore;

-       se il bambino ha già un passaporto o altro documento valido per l’espatrio (soprattutto se il documento è nelle mani dell’altro genitore) revocare l’autorizzazione già fornita al rilascio del documento, con una dichiarazione da presentare in Questura;

-       se si teme che il minore possa essere condotto in uno Stato nel quale è necessario il visto d’ingresso, segnalare il caso al Consolato italiano in quello Stato;

-       se il minore deve recarsi all'estero, far firmare all'altro genitore - davanti ad una parte terza, come un avvocato, un notaio o l'autorità consolare - un preciso impegno a rientrare in Italia entro una certa data.

 

Occorre poi instaurare il prima possibile un procedimento per ottenere un provvedimento relativo al regime di affidamento del minore che preveda la sua collocazione in Italia e la necessità di espresso consenso di entrambi i genitori per il suo espatrio.

 

Se si è già in fase di separazione e si è già ottenuto un provvedimento di affidamento condiviso (o esclusivo a sé) del figlio, con collocazione stabile in Italia, è importante far riconoscere il provvedimento dell’autorità giudiziaria italiana nell’ordinamento del paese di origine dell’altro genitore, o del paese in cui si teme che il minore possa essere condotto.

Ottenere questo riconoscimento è indispensabile se il paese in cui si teme possa essere condotto il minore non è fra i firmatari della Convenzione dell’Aja del 1980.

In quest’ultimo caso, infatti, in caso di sottrazione del minore non potrà intervenire l’Autorita centrale italiana (presso il Ministero della Giustizia), ma l’unico rimedio è quello di dare esecuzione al provvedimento italiano nell’ordinamento del paese estero in cui il minore è stato condotto.

L’elenco aggiornato dei paesi che hanno ratificato la Convenzione dell’Aja del 1980 è qui.

 

Un ultimo consiglio pratico (che si è sempre rivelato utile ai nostri clienti) è quello di avere indirizzi e numeri di telefono di parenti e amici dell’altro genitore, per agevolare il lavoro delle competenti autorità nelle ricerche del minore, in caso di sottrazione internazionale.

 

Avv. Vanda Lops

 

 

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