la separazione dei conviventi

L'avvocato matrimonialista Vanda Lops, del foro di Roma, risponde a domande frequenti su convivenza di fatto e separazione dei conviventi.

Per ogni questione legale relativa alla famiglia di fatto 


Quali sono i diritti dei figli nati fuori dal matrimonio?

Per effetto di importanti riforme intervenute negli ultimi anni* nel nostro ordinamento è stata definitivamente eliminata la differenza di stato fra i figli nati nel matrimonio (figli legittimi) ed i figli nati fuori dal matrimonio (figli naturali).

Oggi finalmente i figli hanno tutti il medesimo stato giuridico ed i medesimi diritti e doveri. 

 

* Legge n. 219/2012 e Decreto Legislativo n. 154/2013, entrato in vigore il 7.2.2014.

La mia convivente vuole separarsi, abbiamo due figli minorenni, l'affidamento potrà essere condiviso e potrò vedere liberamente i miei figli?

Si, le norme sull'affidamento ed il mantenimento dei figli minori sono identiche a quelle previste in caso di separazione e divorzio.

Pertanto, il regime sarà di affidamento condiviso e lei potrà continuare ad avere con i suoi ragazzi un rapporto continuativo, se non vi sono motivi per l'affidamento esclusivo (ipotesi marginali).

 

Il principio di bigenitorialità si applica anche in caso di cessazione della convivenza more uxorio: il diritto di avere rapporti sereni e continuativi con entrambi i genitori è un diritto di tutti i bambini.

sto per separarmi dal convivente, abbiamo un bambino, chi decide riguardo all'affidamento del minore e qual'è il tribunale competente?

L'autorità giudiziaria competente è il tribunale del luogo di residenza dei figli.

Il tribunale per i minorenni è competente solo per i casi in cui - per  gravi motivi - un genitore voglia chiedere provvedimenti limitativi o ablativi della responsabilità genitoriale dell'altro.

Sto per separarmi dal mio compagno, se non troviamo un accordo sulla gestione dei figli e sull'assegnazione della casa familiare, cosa posso fare?

Può rivolgersi ad un avvocato esperto nel diritto di famiglia, che cercherà di trovare un accordo con il padre dei suoi figli.

Se non si potrà giungere ad un accordo equo e ragionevole il suo avvocato agirà in via contenziosa davanti al tribunale competente.

In questo caso sarà il giudice a stabilire con quale dei genitori continueranno a convivere i figli e quando l'altro genitore potrà vederli e tenerli con sé; chi resterà nella casa familiare e la misura dell'assegno di mantenimento che il genitore non convivente con i figli dovrà corrispondere all'altro.

Se i genitori non sposati in procinto di separarsi trovano un accordo sull'affidamento ed il mantenimento dei figli non occorre andare in tribunale?

Si, ma si tratta di una scelta conveniente solo se si ha l'assoluta certezza che nulla cambierà in futuro e che l'accordo sarà sempre rispettato spontaneamente.

In caso contrario è bene rivolgersi ad un avvocato esperto in diritto di famiglia, il quale chiederà al tribunale competente che l'accordo fra le parti sia trasfuso in un provvedimento giudiziario.

In questo modo ciascuno dei genitori sarà tutelato da eventuali "ripensamenti" dell'altro.

 

Ad esempio, poniamo il caso che gli ex conviventi abbiano concordato che i figli minori continuino a convivere stabilmente con la madre e che il padre versi un certa somma per il loro mantenimento. Qualora il padre dovesse venir meno all'accordo e non versare l'assegno periodico, la madre avrà un provvedimento esecutivo con il quale pignorare lo stipendio (o il conto in banca o un bene immobile) del genitore inadempiente.

Nel caso poi che fosse la madre del nostro esempio ad avere ripensamenti ed a pretendere una somma maggiore di quella concordata, o differenti di modalità di visita ai figli, il provvedimento dell'autorità giudiziaria tutelerà le ragioni del padre.

 

Quando i genitori non sposati si separano, se hanno trovato un accordo raramente percepiscono l'importanza di regolare in via formale i patti fra loro intervenuti, ma sono questi i casi in cui la consulenza e l'assistenza di un avvocato esperto nel diritto di famiglia sono più che mai utili.

per seguire all'estero il mio convivente ho rinunciato al mio lavoro. Se la relazione dovesse finire potrei ottenere un assegno di mantenimento?

In una coppia di fatto non esistono obblighi reciproci al mantenimento e, pertanto, in caso di separazione lei non potrà pretendere dal suo compagno di mantenere lo stesso tenore di vita goduto in costanza di convivenza.

Solo nel caso in cui lei dovesse trovarsi in stato di bisogno, potrà chiedere al giudice che obblighi l'ex partner a prestarle un assegno alimentare, come previsto dalla Legge 20 maggio 2016 n. 76 (legge Cirinnà).


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