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La Cassazione è intervenuta su un contrasto fra genitori relativo all’educazione religiosa del figlio, chiarendo che il giudice può prescrivere ad un genitore di non impartire insegnamenti religiosi al figlio solo se ha accertato che la religione scelta crea un danno effettivo al minore. La decisione del giudice non deve invece basarsi su un mero pregiudizio nei confronti di quella confessione.

Le regole dell'affidamento condiviso prevedono che tutte le decisioni sulla vita dei figli minori - salute, istruzione, educazione, città di residenza - devono essere concordate fra i genitori. In caso di disaccordo interviene il giudice

Non è motivo di modifica del regime di affidamento del figlio minore il suo trasferimento, senza consenso dell'altro genitore, quando risulta che ciò tutela il benessere del bambino

I presupposti e motivi per l'affidamento esclusivo del figlio minore ad uno dei genitori; la consulenza tecnica d'ufficio e l'ascolto del minore; l'affidamento familiare in caso di impossibilità di affidamento ad uno dei genitori.

I trattamenti sanitari per la maturazione personale ed il raffreddamento della conflittualità fra i genitori devono essere liberamente scelti, non possono essere prescritti dal giudice investito della controversia sull'affidamento dei figli minori.

E’ quello che ha stabilito il Tribunale di Milano con una ordinanza emessa il 16 aprile 2013 in un procedimento di divorzio. Nel caso in questione i coniugi, con una storia di forte conflittualità, hanno concordato una graduale ripresa dei rapporti tra le figlie e la madre, con diverse modalità di frequentazione rispetto agli incontri presso il servizio sociale. Ed infatti le bambine incontravano la madre in strutture protette, cosa che provocava nelle piccole vissuti di ansia e di...

Il caso dei due bambini di Salerno prelevati all’uscita di scuola da polizia ed assistenti sociali, del quale si è molto parlato nei giorni scorsi, offre lo spunto per alcune riflessioni. Abbiamo visto immagini impressionanti (e intollerabili) dei sentimenti di paura e sofferenza provocati ai bambini dalle modalità di esecuzione del provvedimento del Tribunale che ha statuito l'allontanamento dalla madre e la collocazione dei piccoli in una casa famiglia.