ASSEGNO DI MANTENIMENTO PER IL CONIUGE - COME SI CALCOLA

Il coniuge al quale non è addebitata la separazione ha diritto di ricevere dall'altro un assegno di mantenimento, se è sprovvisto di adeguati redditi propri (v. art. 156 c.c.). 

Si tratta di un assegno mensile, o comunque periodico, rivalutabile annualmente secondo gli indici ISTAT. 

Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione i presupposti per ottenere l'assegno di mantenimento sono, in buona sostanza: 
- la non addebitabilità della separazione al coniuge che chiede il mantenimento;
- la mancanza di adeguati redditi propri: affinché si abbia tale requisito non occorre uno stato di indigenza o di totale assenza di mezzi di sostentamento, ma deve sussistere una notevole disparità economica fra i due coniugi;
- l'impossibilità per il coniuge che chiede il mantenimento, di mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio.

Per stabilire la concreta entità di tale assegno, il giudice deve quindi valutare la situazione economica complessiva di entrambi i coniugi, tenendo conto non solo dei redditi, ma anche del patrimonio degli stessi e della loro capacità di lavoro. 

Il giudice, compiuta la suddetta valutazione, può anche statuire che ciascuno dei coniugi provveda autonomamente al proprio mantenimento.

 

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Come si calcola l'assegno di mantenimento

Il giudice, quando pronuncia la separazione personale, per stabilire l’ammontare dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge debole deve tenere presente la situazione economica complessiva di entrambi i coniugi, non limitarsi alla comparazione dei rispettivi redditi.

Lo ha ribadito di recente la Corte di Cassazione con ordinanza del 4 novembre 2015 (n. 22063).

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Assegno di mantenimento: rilevanza del contributo della famiglia d'origine

In seguito alla separazione il diritto al mantenimento sorge in favore del coniuge che non percepisce redditi che gli consentano di mantenere un tenore di vita analogo a quello che aveva durante il matrimonio, sempre che non gli venga addebitata la separazione (art. 156 c.c.).

 

La giurisprudenza della Corte di Cassazione di recente (Sentenza n. 13026 del 10 giugno 2014) ha affermato che il contributo economico prestato alla coppia in costanza di convivenza coniugale dai parenti del coniuge obbligato deve essere preso in considerazione ai fini della determinazione dell’assegno di mantenimento, insieme ad ogni altro tipo di reddito dei quali i coniugi dispongono.

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Pubblicati i dati Istat su separazioni e divorzi nel 2012

 

Pubblicati oggi i dati Istat più recenti relativi alle separazioni ed ai divorzi in Italia.

L'istituto di statistica ci dice che nel 2012 le separazioni e i divorzi sono entrambi in calo rispetto all'anno precedente (rispettivamente -0,6% e -4,6%). Anche i tassi di separazione e di divorzio, in continua crescita dal 1995, hanno una battuta d'arresto nel 2012.

Per ogni 1.000 matrimoni si contano 311 separazioni e 174 divorzi.

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