AFFIDAMENTO ESCLUSIVO

Quando il giudice ritiene che l’affidamento ad uno dei genitori sia contrario all’interesse del minore, con un provvedimento – che deve essere adeguatamente motivato – dispone l'affidamento esclusivo  all’altro genitore (art. 337 quarter c.c.).

 

In genere il provvedimento di affidamento esclusivo viene emesso dopo un'articolata istruttoria e dopo una CTU (consulenza tecnica d'ufficio), svolta da psicologi o assistenti sociali, volta a verificare la concreta situazione delle relazioni familiari.

Ciascuna parte del procedimento ha il diritto di nominare un proprio consulente tecnico di parte, il quale ha il diritto di assistere a tutte le operazioni peritali (visite a domicilio, incontri con i genitori ed i minori, somministrazione di test psicodiagnostici, ecc...).

Il CTP è dotato delle competenze scientifiche necessarie per verificare che le operazioni peritali si siano svolte correttamente e che le conclusioni presentate al giudice dal suo consulente d'ufficio siano prive di errori.

 

Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva, salva diversa disposizione del giudice, ha l'esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale su di  essi;  egli  deve  attenersi  alle condizioni determinate dal giudice. Salvo che non sia  diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i genitori.

 

Il genitore cui i figli non sono affidati ha il diritto ed il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.

 

Il giudice provvede anche in ordine ai tempi di permanenza del figlio presso il genitore non affidatario ed al suo mantenimento.

 

La legge prevede che ciascuno dei genitori può, in qualsiasi momento, chiedere l'affidamento esclusivo del figlio minore quando l'affidamento all'altro genitore è contrario all'interesse del figlio (art. 337 quater c.c.).

Se la domanda di affidamento esclusivo dovesse risultare manifestamente infondata il giudice può condannare la parte che l'ha proposta al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento del danno (ex art. 96 c.p.c.).

affidamento familiare

In caso di temporanea impossibilità di affidare il figlio ad uno dei genitori, il giudice dispone l’affidamento familiare del minore.

 

In questo caso il minore è dato in affidamento temporaneo ad una famiglia (possibilmente con figli minori), o ad una persona sola o ad una comunità di tipo famigliare, affinchè se ne prendano cura per la durata dell’impedimento dei genitori, per poi reinserire il bambino nella sua famiglia d’origine. 

Protected by Copyscape Web Copyright Checker