La SEPARAZIONE DEI CONIUGI

Fra gli impegni reciproci che i coniugi assumono con il matrimonio vi è quello di convivere nella casa adibita a residenza della famiglia. 

Quando si verificano fatti che rendono intollerabile la prosecuzione della convivenza o che recano un pregiudizio all'educazione dei figli, ciascuno dei coniugi può chiedere all'autorità giudiziaria l'autorizzazione a vivere separato dall'altro (separazione giudiziale).


I coniugi possono anche concordare di vivere separati, sottoponendo il loro accordo all'omologazione dell'autorità giudiziaria (separazione consensuale davanti al Tribunale), redigendo un accordo di separazione con l'aiuto dei rispettivi avvocati (separazione consensuale con negoziazione assistita da avvocati), o - se ricorrono date condizioni di legge - redigendo un accordo di separazione davanti al Sindaco in qualità di ufficiale dello stato civile (leggi di più su separazione consensuale).

SEPARAZIONE GIUDIZIALE - SEPARAZIONE CONSENSUALE

La separazione personale, dunque, può essere giudiziale o consensuale (art. 150 c.c.).

Il diritto di chiedere la separazione spetta esclusivamente ai coniugi. 

Con la separazione personale viene meno l'obbligo reciproco della coabitazione.

Si attenuano anche altri doveri coniugali, ma non vengono meno gli obblighi - di natura patrimoniale - di assistenza materiale: è per questo che è previsto l'istituto dell'assegno di mantenimento a favore del coniuge economicamente debole.

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