DIVORZIO GIUDIZIALE

Il coniuge separato che intende ottenere il divorzio - a prescindere dal consenso dell'altro coniuge - può proporre la relativa domanda, per mezzo di un difensore, con un ricorso al Tribunale competente (v. art. 4 legge sul divorzio). 

La domanda di divorzio sarà poi notificata all'altro coniuge, il quale dovrà comparire all'udienza fissata davanti al Presidente del Tribunale.

La legge prevede che entrambi i coniugi debbano comparire personalmente alla suddetta udienza davanti al Presidente del Tribunale, affinchè quest'ultimo possa tentare di conciliarli. 

Se la conciliazione non riesce o se il coniuge convenuto (al quale è stato notificato il ricorso) non compare, il Presidente emetterà i provvedimenti temporanei ed urgenti che reputa opportuni nell'interesse dei coniugi e dei figli e nominerà il giudice istruttore davanti al quale proseguirà la causa.

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Le competenze del miglior avvocato matrimonialista

Quali sono le competenze del miglior avvocato divorzista, chi è il miglior avvocato matrimonialista per esempio a Roma, chi è il miglior avvocato divorzista in Italia e come lavora il miglior avvocato divorzista a livello nazionale, sono queste le domande che si pone un coniuge in procinto di separarsi o divorziare.

 

Un buon avvocato divorzista deve essere esperto di diritto di famiglia, che è materia vasta e complessa.

Non esiste una specializzazione nel diritto di famiglia, dunque non vi è un titolo formale di avvocato matrimonialista o avvocato divorzista, ma le competenze si costruiscono con anni di studio e di esperienza nelle aule dei tribunali.

 

Gli avvocati divorzisti, esperti di diritto di famiglia, riusciranno a tutelare a pieno i diritti dei clienti solo se avranno competenze anche:

 

- nel diritto penale, per gestire casi di maltrattamenti in famiglia, abusi su minori, stalking, altri casi di violenza intrafamiliare; o reati come l’ingiuria, la diffamazione o la calunnia (troppo spesso) commessi da un coniuge in danno dell’altro;

 

- nel diritto di famiglia internazionale: si pensi ai matrimoni misti, con coniugi di diversa cittadinanza, sempre più numerosi nel nostro paese in seguito ai flussi migratori degli scorsi anni, o ai casi nei quali uno dei coniugi risiede all’estero, casi nei quali si pongono complessi problemi di giurisdizione e di legge applicabile; ai casi in cui occorre ottenere il riconoscimento di una sentenza emessa da un’autorità giudiziaria straniera o in cui occorre dare esecuzione all’estero di un provvedimento emesso in Italia; ed ancora, alle ipotesi di sottrazione internazionale di minorenni ed alle procedure per il rimpatrio del minore.

 

Fondamentale per il buon avvocato matrimonialista è essere attento alla realtà sociale della famiglia, per approntare tutela anche dove vi è un vuoto normativo.

E' inoltre importante l'aggiornamento professionale costante, trattandosi di materia nella quale la normativa e la giurisprudenza sono in continua evoluzione: basti pensare che negli ultimi anni sono intervenute novità legislative quali (per citarne alcune) l'equiparazione del trattamento dei figli nati fuori dal matrimonio ai figli nati dall'unione matrimoniale (con l'eliminazione degli status di figlio legittimo e figlio naturale), il divorzio breve, il riconoscimento di diritti ai conviventi di fatto,  l'unione civile fra persone dello stesso sesso. 

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Il pensionamento non giustifica la riduzione dell’assegno all’ex coniuge

 

La Corte di Cassazione ritorna sul tema della revisione della misura dell’assegno di divorzio con una recente ordinanza [1], emessa in seguito al ricorso proposto da un ex coniuge, al quale la Corte d’Appello di Cagliari aveva respinto la richiesta di revoca dell’assegno di mantenimento in favore della ex moglie dopo il pensionamento e la conseguente riduzione del proprio reddito.

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Assegno di divorzio: va stabilito indipendentemente da quanto previsto in sede di separazione

 

I criteri previsti dalla legge per l’attribuzione dell’assegno di mantenimento all’ex coniuge (assegno di divorzio) sono diversi da quelli previsti per l’assegno di mantenimento in sede di separazione.

Le statuizioni del giudice che pronuncia il divorzio, dunque, sono indipendenti da quelle previste in sede di separazione. 

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