affidamento esclusivo

La legge prevede che ciascuno dei genitori può, in qualsiasi momento, chiedere che il giudice statuisca  l'affidamento esclusivo del figlio minore ad uno dei genitori.

 

motivi per l'AFFIDAMENTO ESCLUSIVO

La legge prevede che ciascuno dei genitori può, in qualsiasi momento, chiedere che il giudice statuisca  l'affidamento esclusivo del figlio minore ad uno dei genitori.

 

I presupposti o motivi per l'affidamento esclusivo al padre o alla madre sono l'incapacità dell'altro genitore di accudire ed educare il figlio e la sua inidoneità ad esercitare la responsabilità genitoriale.

 

Il genitore al quale il figlio è affidato in via esclusiva, salvo diversa disposizione del giudice, può effettuare le scelte riguardanti la salute, l'istruzione e l'educazione; solo le decisioni di maggiore interesse per il figlio sono adottate previo accordo.

 

Il giudice provvede anche in ordine ai tempi di permanenza del figlio presso il genitore non affidatario e fissa la misura dell'assegno di mantenimento che quest'ultimo deve corrispondere.

 

Se uno dei genitori ha tenuto comportamenti dannosi per il figlio come - a titolo di mero esempio - maltrattamenti fisici o psicologici verso il figlio o verso l'altro genitore, grave incuria ed abbandono, la sua responsabilità genitoriale (la patria potestà) può essere limitata (provvedimenti limitativi) o eliminata (provvedimenti ablativi).

In quest'ultimo caso non saranno previsti incontri o tempi di permanenza del figlio con il genitore.

Restano fermi gli obblighi di mantenimento in capo al genitore la cui responsabilità genitoriale è stata limitata o eliminata.

 

Se la domanda di affidamento esclusivo proposta da uno dei genitori dovesse risultare manifestamente infondata, il giudice può condannare la parte che l'ha proposta al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento del danno.

Occorre dunque fornire in giudizio le prove dell'esistenza di reali motivi per l'affidamento esclusivo del figlio ad uno dei genitori, affinché la domanda non appaia pretestuosa e manifestamente infondata.

 

 

consulenza tecnica d'ufficio

I motivi per l'affidamento esclusivo del figlio minore in genere sono vagliati in un'articolata istruttoria che spesso comprende una CTU (consulenza tecnica d'ufficio), svolta da psicologi o assistenti sociali, volta proprio a verificare la concreta situazione delle relazioni familiari e la capacità genitoriale di ciascuna delle parti.

Ciascuna parte ha il diritto di nominare un proprio consulente tecnico di parte, il quale ha il diritto di assistere a tutte le operazioni peritali (visite a domicilio, incontri con i genitori ed i minori, somministrazione di test psicodiagnostici, ecc...).

Il consulente tecnico di parte deve possedere le competenze scientifiche necessarie per verificare che le operazioni peritali si siano svolte correttamente e che le conclusioni presentate al giudice dal suo consulente d'ufficio siano prive di errori. 

 

 

ascolto del minore

Numerose norme di legge, anche di diritto internazionale, prevedono che il figlio minore ha il diritto di essere ascoltato nei procedimenti giudiziari relativi al suo affidamento.

Il codice civile prevede che “il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano".

L'ascolto del minore può essere effettuato direttamente dal giudice in udienza (in genere tale udienza viene svolta in orario pomeridiano, quando il tribunale è meno affollato, oppure in un'aula che il tribunale dedica esclusivamente a questo tipo di udienze).

Molto spesso - e in particolare quando il minore ha un'età inferiore ai dodici anni -  il giudice delega al proprio consulente tecnico d'ufficio l'incarico di procedere all'ascolto del minore.

 

 

affidamento familiare

In caso di temporanea impossibilità di affidare il figlio ad uno dei genitori, il giudice dispone l’affidamento familiare del minore.

 

In questo caso il minore è dato in affidamento temporaneo ad una famiglia (possibilmente con figli minori), o ad una persona sola, o ad una comunità di tipo famigliare, affinchè se ne prendano cura per la durata dell’impedimento dei genitori, per poi reinserire il bambino nella sua famiglia d’origine. 

 

 


Il giudice non può imporre ai genitori percorsi di psicoterapia o di sostegno alla genitorialità

 

I trattamenti sanitari per la maturazione personale ed il raffreddamento della conflittualità fra i genitori devono essere liberamente scelti da questi ultimi, non possono essere prescritti dal giudice investito della controversia sull'affidamento dei figli minori. 

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Trasferimento di residenza del figlio minore in regime di affidamento condiviso

Trasferire il figlio minore è una decisone che deve essere concordata dai genitori, ma tenendo conto dell'interesse esclusivo del figlio, non di quello dei genitori: è quindi lecito - anche in mancanza di accordo - se risulta la scelta migliore per tutelare il benessere morale e materiale del bambino.

 

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Tribunale di Milano: le figlie che rifiutano di incontrare la madre riprendano i contatti via Skype

 

E’ quello che ha stabilito il Tribunale di Milano con una ordinanza emessa il 16 aprile 2013 in un procedimento di divorzio.

Nel caso in questione i coniugi, con una storia di forte conflittualità, hanno concordato una graduale ripresa dei rapporti tra le figlie e la madre, con diverse modalità di frequentazione rispetto agli incontri presso il servizio sociale.

 

Ed infatti le bambine incontravano la madre in strutture protette, cosa che provocava nelle piccole vissuti di ansia e di ribellione nei confronti della madre e di – relativo - rifiuto alla sua presenza fisica.

 

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La sindrome da alienazione parentale (PAS)

Il caso dei due bambini di Salerno prelevati all’uscita di scuola da polizia ed assistenti sociali, del quale si è molto parlato nei giorni scorsi, offre lo spunto per alcune riflessioni.

Abbiamo visto immagini impressionanti (e intollerabili) dei sentimenti di paura e sofferenza provocati ai bambini dalle modalità di esecuzione del provvedimento del Tribunale che ha statuito l'allontanamento dalla madre e la collocazione dei piccoli in una casa famiglia.

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