Spese straordinarie, cosa fare se l'ex non paga

Occorre sempre conservare ricevute di pagamento, scontrini e fatture, ma secondo alcune pronunce della Cassazione non occorre anche un decreto ingiuntivo,  si può procedere con il pignoramento.

In caso di separazione personale, di fine della convivenza e di divorzio spesso è previsto che il genitore non collocatario dei figli minori debba versare all’altro, oltre che un importo fisso mensile, una percentuale delle spese straordinarie, mediche, scolastiche, sportive e ludiche, sostenute per i figli.

Il mantenimento dei figli minori, dunque, è composto dal mantenimento ordinario – l’assegno mensile, rivalutabile annualmente sulla base degli indici ISTAT – e dalle spese straordinarie che si rendono necessarie, di tipo medico e sanitario, per l’istruzione, le attività sportive e quelle ludiche.

 

Quando il genitore obbligato al pagamento si rende inadempiente, l’altro genitore può tutelare il proprio credito tramite l’esecuzione forzata, cioè con il pignoramento di crediti (stipendio, pensione, somme depositate in banca) o beni mobili e immobili del debitore.

 

Per procedere con il pignoramento occorre avere un “titolo esecutivo”.

 

Se il genitore inadempiente omette il pagamento dell’assegno mensile è possibile procedere immediatamente con il pignoramento: questo perché il provvedimento di separazione o divorzio che prevede l’importo dell’assegno mensile è un valido “titolo esecutivo”.

 

Se invece il genitore non convivente con i figli omette di rimborsare all’altro la propria quota di spese straordinarie, va considerato che il provvedimento giudiziale non è un titolo esecutivo, ma occorre quantificare in una nuova sede giudiziaria (il procedimento monitorio) l’importo delle spese effettivamente sostenute e non rimborsate.

 

Per tutelare il proprio credito, dunque, il genitore che ha affrontato le spese deve ottenere un decreto ingiuntivo – che è il titolo esecutivo – allegando tutte le ricevute, scontrini e fatture relative alle spese sostenute. Solo dopo potrà procedere con l’esecuzione forzata, pignorando i beni del genitore inadempiente.

 

Vi è poi un orientamento giurisprudenziale meno “rigoroso” sulla questione, per cui in alcuni Tribunali è consentito procedere all’esecuzione forzata senza prima aver ottenuto un decreto ingiuntivo, ma occorre sempre allegare all’atto di precetto – che è il primo atto del procedimento di esecuzione – tutti i documenti giustificativi del credito relativo alle spese straordinarie sostenute per i figli.

 

Ciò è stato ribadito da una pronuncia della Corte di Cassazione dello scorso anno [1], con la quale la Suprema Corte ha statuito che “il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi pro quota le spese straordinarie per il mantenimento del figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione, ma ciò solo a condizione che il genitore creditore possa allegare e documentare l'effettiva sopravvenienza degli esborsi indicati nel titolo e la relativa entità. Allegazione e documentazione che va compiuta con l’atto di precetto”.

 

E pertanto, per tutelare il proprio credito, è importante conservare sempre i documenti giustificativi (ricevute, scontrini e fatture) relativi alle spese straordinarie affrontate per i figli.

 

[1] Cass. Sent. n. 21241 del 20.10.2016

 

Avv. Vanda Lops


 

 

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