Prevenire la sottrazione internazionale di minorenni

Cosa fare in concreto quando si teme che il proprio figlio possa essere condotto e trattenuto all'estero dall'altro genitore: i rimedi per prevenire il fenomeno della sottrazione internazionale di un minorenne ad opera del genitore.

sottrazione internazionale di minorenni

La sottrazione internazionale di minorenni indica la situazione in cui un minore viene condotto e trattenuto all’estero illecitamente, senza il consenso di colui che esercita la responsabilità genitoriale sul minore stesso, in genere ad opera di uno dei genitori, che conduce all'estero il figlio senza il consenso dell'altro genitore: cosa fare per prevenire il fenomeno.

Si tratta di un fenomeno in aumento, probabilmente in conseguenza dell’incremento di presenze di cittadini stranieri nel nostro paese e dell’aumento di matrimoni misti, nei quali uno dei coniugi è cittadino straniero.

 

Quando la sottrazione è avvenuta vi sono diversi rimedi giuridici da esperire, dei quali parleremo nei prossimi articoli.

 

Vogliamo qui fornire alcuni consigli per prevenire il fenomeno, analizzando cosa è opportuno fare quando si teme che una sottrazione del proprio figlio possa avvenire in futuro, perché la relazione coniugale o sentimentale con l’altro genitore è finita.

 

Il primo e miglior consiglio da seguire è: cercare di contenere la conflittualità, mantenere rapporti rispettosi con l’ex partner, possibilmente trovare un accordo sul regime di affidamento e mantenimento del figlio.

Un valido aiuto può venire da un mediatore familiare specializzato in relazioni interculturali.

 

Quando, come purtroppo talvolta accade, la via dell’accordo è impraticabile le cose da fare sono:

-       non concedere l’autorizzazione al rilascio del passaporto o altro documento valido per l’espatrio in favore del minore;

-       se il bambino ha già un passaporto o altro documento valido per l’espatrio (soprattutto se il documento è nelle mani dell’altro genitore) revocare l’autorizzazione già fornita al rilascio del documento, con una dichiarazione da presentare in Questura;

-       se si teme che il minore possa essere condotto in uno Stato nel quale è necessario il visto d’ingresso, segnalare il caso al Consolato italiano in quello Stato;

-       se il minore deve recarsi all'estero, far firmare all'altro genitore - davanti ad una parte terza, come un avvocato, un notaio o l'autorità consolare - un preciso impegno a rientrare in Italia entro una certa data.

 

Occorre poi instaurare il prima possibile un procedimento per ottenere un provvedimento relativo al regime di affidamento del minore che preveda la sua collocazione in Italia e la necessità di espresso consenso di entrambi i genitori per il suo espatrio.

 

Se si è già in fase di separazione e si è già ottenuto un provvedimento di affidamento condiviso (o esclusivo a sé) del figlio, con collocazione stabile in Italia, è importante far riconoscere il provvedimento dell’autorità giudiziaria italiana nell’ordinamento del paese di origine dell’altro genitore, o del paese in cui si teme che il minore possa essere condotto.

Ottenere questo riconoscimento è indispensabile se il paese in cui si teme possa essere condotto il minore non è fra i firmatari della Convenzione dell’Aja del 1980.

In quest’ultimo caso, infatti, in caso di sottrazione del minore non potrà intervenire l’Autorita centrale italiana (presso il Ministero della Giustizia), ma l’unico rimedio è quello di dare esecuzione al provvedimento italiano nell’ordinamento del paese estero in cui il minore è stato condotto.

L’elenco aggiornato dei paesi che hanno ratificato la Convenzione dell’Aja del 1980 è qui.

 

Un ultimo consiglio pratico (che si è sempre rivelato utile ai nostri clienti) è quello di avere indirizzi e numeri di telefono di parenti e amici dell’altro genitore, per agevolare il lavoro delle competenti autorità nelle ricerche del minore, in caso di sottrazione internazionale.

 

Avv. Vanda Lops

 

 

Richiedi assistenza legale per il tuo caso

Scrivi commento

Commenti: 0