Come si calcola l'assegno di mantenimento

 

Il giudice che stabilisce l’ammontare dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge debole in fase di separazione personale, deve tenere presente la situazione economica complessiva di entrambi i coniugi, non limitarsi alla comparazione dei rispettivi redditi.

come si calcola l'assegno di mantenimento

La Corte di Cassazione [1] di recente ha chiarito come si calcola l'assegno di mantenimento in favore del coniuge economicamente debole.

 

Nel caso sottoposto alla Corte, in primo grado, il Tribunale aveva dichiarato la separazione tra i coniugi con la previsione di un assegno di mantenimento a favore della moglie.

La Corte d’Appello aveva riformato la sentenza, revocando l’assegno di mantenimento.

 

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto dalla moglie ritenendo corretta l’applicazione della legge fatta dalla Corte d’Appello, la quale aveva basato la decisone su una puntuale comparazione della situazione economica complessiva delle parti.

 

Infatti, aveva affermato il giudice di secondo grado, che i redditi delle parti, sebbene differenti considerando solo il reddito da lavoro (euro 1400 netti mensili per la moglie e 2600 euro netti mensili per il marito), dovevano considerarsi in realtà quasi uguali se si teneva conto della circostanza per la quale il marito era obbligato al pagamento di una rata mensile di mutuo pari a 990,00 euro, un mutuo che gli aveva consentito di acquistare dalla moglie la metà della casa coniugale e consentito alla signora di acquisire una casa di proprietà in cui abitare dopo la separazione.

 

La Corte d’Appello aveva correttamente dedotto che i redditi spendibili dai due coniugi sostanzialmente si equivalgono e consentono ad entrambi una vita dignitosa e non sostanzialmente dissimile da quella condotta in costanza di matrimonio, circostanze queste che escludono il diritto della moglie ad un assegno di mantenimento a carico del marito.

 

[1] Cass. Ordinanza n. 22063 del 4.11.2015

 

Avv. Vanda Lops

 

 

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