La negoziazione assistita da avvocato

Nei giorni scorsi si è parlato della negoziazione assitita da avvocato dopo le dichiarazioni rese al Senato dal ministro della giustizia Andrea Orlando, il quale il 24 aprile scorso ha annunciato un provvedimento d'urgenza che miri a “favorire il ricorso alla via stragiudiziale per la soluzione delle controversie», attraverso «procedure arbitrali e la negoziazione assistita da un avvocato, mutuata dall'esperienza francese”.

  

Vediamo allora di cosa si tratta.

 

Nel modello francese la negoziazione assitita da avvocato, o procedura partecipativa di negoziazione, o accordo di negoziazione, è una procedura conciliativa alternativa al contenzioso (procedura di ADR) che riconosce alle parti il potere di autoregolamentare i loro rapporti, con l'assistenza tecnica dei rispettivi avvocati.

Le parti in conflitto che non si sono rivolte al giudice possono dunque avvalersi di una procedura con rito semplificato, che si apre con la sottoscrizione di una convenzione di procedura partecipativa di negoziazione assistita da avvocato.


E’ l’accordo iniziale mediante il quale le parti si impegnano a cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia.

 


Viene anche assunto l’impegno a tenere riservate le informazioni scambiate durante la procedura, salvo concordare la possibilità di produrre in giudizio la relazione riguardante gli aspetti tecnici della questione, stesa con l’ausilio di esperti e consulenti.

L’espletamento di questa procedura esonera le parti dalla conciliazione e dalla mediazione, nei casi in cui sono previste dalla legge.

 

La convenzione di procedura partecipativa deve essere redatta per iscritto e deve precisare, fra l’altro, la durata del procedimento, fissando un termine che può essere prorogato solo una volta, per evitare l’eccessivo protrarsi delle trattative.

Quando è in corso una procedura partecipativa di negoziazione assistita da un avvocato ogni ricorso al giudice, anche sommario o monitorio, per decidere sulla stessa controversia è improcedibile. E’ possibile solo chiedere provvedimenti d’urgenza o cautelari.

 

Raggiunto l’accordo, gli avvocati designati redigono un ricorso da depositare presso la cancelleria del Presidente del Tribunale territorialmente competente, per ottenere l'omologazione dell'accordo stesso. 
Nel ricorso gli avvocati non solo certificano l’autententicità delle firme dei clienti, ma attestano anche, sotto la propria responsabilità, che il contenuto dell'accordo corrisponde alla volontà delle parti.

Il decreto di omologazione del Presidente del Tribunale costituisce titolo esecutivo e titolo per la trascrizione, l'annotazione, l'iscrizione o la cancellazione di qualsiasi formalità immobiliare.

 

Il Presidente del Tribunale può, con provvedimento motivato, rifiutare l’omologa solo per le ipotesi in cui l’accordo sia contrario all’ordine pubblico, o a norme imperative, o riguardi diritti indisponibili. Se il Presidente del Tribunale ritiene che gli accordi non siano completi o contengano dichiarazioni generiche, convoca le parti ed i loro difensori invitandoli a completare l’accordo o a chiarire i punti che potrebbero dare adito a controversia.

 

La proposta di legge del maggio 2011 prevede l’applicazione della procedura partecipativa anche nei procedimenti di separazione personale, cessazione degli effetti civili del matrimonio e scioglimento del matrimonio (nei casi di cui all’art. 3, comma 1, n. 2, lett. b) legge 898/1970), modifica delle condizioni di separazione o divorzio, anche in presenza di figli minori, procedimenti tra genitori non coniugati per la regolamentazione del regime di affidamento e mantenimento dei figli.

In tali ipotesi è previsto che a seguito della procedura partecipativa, il Presidente, senza disporre la comparizione dei coniugi dinanzi a sè, visto il parere del Pubblico Ministero, relaziona al Tribunale in Camera di Consiglio che provvede con decreto all’omologazione dell’accordo.

Qualora l’accordo risulti in contrasto con l’interesse dei figli, il Tribunale convoca le parti e i loro difensori, chiedendo chiarimenti sulla procedura partecipativa, indicando eventualmente le modificazioni da adottare nell’interesse dei figli, e in caso di inidonea soluzione può rifiutare allo stato l'omologazione.

 

Sono evidenti i vantaggi di questa procedura in termini di riduzione dei tempi processuali e delle spese dell’attività giudiziaria: elimina l’udienza presidenziale e impone ai legali delle parti l’obbligo di esperire il tentativo per la loro riconciliazione, dandone atto nell’accordo.
Viene così eliminata una inutile udienza, oggi prevista per l’esperimento del tentativo di conciliazione, istituto che da tempo è solo un passaggio burocratico privo di contenuto concreto e di effetti positivi (le conciliazioni effetto di esso sono statisticamente pari a zero).

La procedura inoltre, impegnando le parti a tenere un comportamento corretto e leale e, dunque, a riconoscersi come interlocutari validi nella ricerca di accordi nell’interesse dei figli, potrebbe comportare vantaggi in termini di riduzione della conflittualità ed effettiva applicazione del principio di bigenitorialità.

Viene valorizzata l’autonomia delle parti nella ricerca delle soluzioni più adeguate per le esigenze della propria famiglia, l’assistenza tecnica dell’avvocato garantisce alle parti stesse che non vengano lesi i propri diritti, l’omologa del giudice salvaguarda nel contempo la funzione giurisdizionale.

 

Nei giorni scorsi abbiamo letto qualche intervista nella quale il ministro Orlando dichiara che la negoziazione assistita da avvocato dovrebbe incontrare limiti “in presenza di figli minori o portatori di grave handicap”.

Per i motivi di cui sopra auspico invece che il Governo approvi la riforma così come da tempo è stata elaborata e proposta dagli avvocati, cioè da chi ogni giorno svolge una fondamentale funzione nella società: informare i cittadini di quali diritti sono titolari e quale è il modo migliore di esercitarli, fornire loro supporto nella ricerca di soluzioni adeguate e concrete per un gran numero di problemi quotidiani.

 

 

[1] Loi n. 2010-1609 du 22 décembre 2010 relative à l'exécution des décisions de justice, aux conditions d'exercice de certaines professions réglementées et aux experts judiciaires

 [2] Décret n° 2012-66 du 20 janvier 2012 relatif à la résolution amiable des différends

 [3] Unione delle Camere civili, Unione Triveneta dell’Ordine degli avvocati e AIAF, Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori

 [4] Proposta di Legge n. 4376 d’iniziativa dei deputati Contento e Paniz del 25 maggio 2011

 

Avv. Vanda Lops

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Commenti: 2
  • #1

    Fabio Felicini (domenica, 27 luglio 2014 07:15)

    È un doppione della mediazione, che già funziona anche se, migliorata negli strumenti, potrebbe funzionare meglio.
    Fuori dagli "interessi di bottega" di avvocati ed Organismi, vedasi il recente Report del FMI che invita ad incentivare l'Istituto della Mediazione Obbligatoria.
    Chissà perché in Italia quando una cosa funziona la si cerca di cambiare.
    La mia esperienza è che quando le parti intervengono (e se adeguatamente informate intervengono, nonostante il silenzio dei media sull'Istituto) l'87,5% trovano l'accordo

  • #2

    marco paoli (martedì, 09 settembre 2014 16:55)

    la sua esperienza non trova riscontro nei dati reali, la mediazione, così come introdotta nel nostro ordinamento, è un'aberrazione. in primo luogo la sua obbligatorietà è una contraddizione evidente, tutti gli istituti di ADR hanno un senso nella misura in cui sono volontari, in poche parole nessuno può costringere la gente a mettersi d'accordo. in ogni caso, se interessi economici esistono, questi sono quelli che hanno spinto per l'introduzione della mediazione, d'altronde basta vedere chi siede nei consigli di amministrazione di certi organismi. in buona sostanza, la giustizia civile è ancora una volta asservita agli interessi economici di chi governa, sono in tanti a voler mettere le mani su un mercato potenziale di diversi miliardi, invece di impegnarsi seriamente per far si che la giustizia funzioni davvero!