Il padre disoccupato che non mantiene il figlio commette reato se non è indigente

Il mancato versamento dell'assegno di mantenimento per i figli da parte dell'ex marito disocccupato costituisce reato se egli non prova di essere stato impossibilitato a provvedere in quanto privo di altre fonti di reddito.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una recente pronuncia. [1]

 

L’asserita insufficienza economica non assume rilievo quando non venga dimostrato, su impulso del soggetto interessato, l’oggettiva impossibilità di adempiere, in quanto la generica indicazione della condizione di disoccupato, non escludendo in radice altre possibili fonti reddituali, non esime da responsabilità per il reato di omessa prestazione dei mezzi di sussistenza. [2]

 

La sufficienza dei mezzi predisposti dalla madre per il manteimento della figlia, ha poi statuito la Corte, è dato indifferente ai fini della configurabilità del delitto, giacché lo stato di bisogno dei figli minori ricorre anche quando alla somministrazione dei mezzi di sussistenza provveda l’altro genitore.

 

Ad essere condannato è stato un ex coniuge che si era rifiutato di lasciare alla moglie la ex casa coniugale [3]  e che non era stato puntuale nel versare l’assegno.

 

La condizione di disoccupato, dunque, non esclude in radice altre possibili fonti di reddito e di conseguenza non solleva il padre dalla responsabilità di commettere il reato di omessa prestazione dei mezzi di sussistenza. 

 

[1]  Cass. Sent. n. 10147 del 4.3.2013;

[2] art. 570, comma 2, n. 2, cod. pen.

[3] art, 388, comma 2, cod. pen.

  

Avv. Vanda Lops

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